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Nell’ambito della
Commissione per l’ecumenismo e il dialogo si è vista l’opportunità di dare maggior consistenza e visibilità ad una specifica proposta relativa all’islâm. È ormai evidente che nella società, nella cultura e nella Chiesa l’islâm, per il suo stesso modo di essere e di porsi, reclama una particolare attenzione e competenza.
Se finora la Commissione ha avuto al proprio interno il
Gruppo di ricerca sull’islâm, che ha operato nel campo delle proposte culturali, si vede ora l’esigenza di incrementare il livello delle possibili risposte, offrendo alla Chiesa padovana dei precisi riferimenti per la sua pastorale nei confronti dei credenti musulmani.
Concretamente:

1.
In via sperimentale, non si tratta di aprire un nuovo Ufficio o di allargare ulteriormente gli organismi diocesani, ma di qualificare uno spazio di lavoro già cresciuto nell’ambito della Commissione. La stessa dicitura di Servizio diocesano per le relazioni cristiano-islamiche ricorda l’agilità e la sperimentazione della proposta che si mette al servizio di altri organismi diocesani con i quali condivide un patrimonio comune di sensibilità e di urgenze.

2.
In uno dei due uffici della Commissione, presso Casa Pio X, nei giorni di mercoledì e giovedì, dalle ore 9 alle 12, vi è a disposizione di sacerdoti e operatori pastorali del personale qualificato, in grado di fornire proposte formative, esperienze, sussidiazione, nominativi, recapiti.

3.
Compito del Servizio, che si rivolge a sacerdoti, diaconi, catechisti, insegnanti, famiglie, ma anche alla scuola e al mondo sociale, è quello di operare in collaborazione con centri ecclesiali già esistenti in Italia (1) avvalendosi dell’esperienza di tanti che nel mondo della cultura, del diritto, del sociale, delle migrazioni e della carità si imbattono quotidianamente con la realtà dell’islâm (2). Il Servizio non è uno sportello che si occupa di questioni legate alle migrazioni (la casa, il lavoro) e per quanto riguarda la diocesi non si sostituisce a quanti già operano nell’ambito delle migrazioni stesse (3), ma si avvale delle iniziative, delle informazioni e dei tentativi di ricerca già presenti. Il Servizio, inoltre, si impegna a lavorare in coordinamento con figure e organismi ecclesiali che già operano nelle regioni del nord-est.

4.
Il Servizio si occupa di creare uno spazio di cultura, di dialogo sereno e non sprovveduto, offrendo proposte di riflessione, di dibattito, di evangelizzazione ed eventuale catecumenato, con la sensibilità di chi verifica il messaggio cristiano in tutta la sua pienezza di fronte alla mutata situazione religiosa. Un prezioso aiuto è quello non soltanto di favorire la comprensione della fede musulmana e del suo vissuto, ma anche la verifica delle possibilità reali di dialogo interreligioso e la conoscenza della percezione che il mondo islamico nutre a riguardo del cristianesimo. È da prendere seriamente in considerazione la possibilità che si costituisca al suo interno un gruppo aperto alle coppie miste, alle loro famiglie e al loro vissuto.

5.
Il Servizio si impegna a creare del personale specifico, anche avvalendosi del mondo accademico padovano e della presenza di laureati che sempre più numerosi si interessano di tematiche islamiche. A tale proposito, una prima attività significativa potrebbe essere quella di sondare la situazione reale di Padova, di saggiare l’effettiva utilità dell’iniziativa e le risposte eventuali delle comunità cristiane.

6.
La Diocesi si prende cura di avviare il Servizio con una adeguata presentazione alla stampa. Il Servizio si impegna inoltre a fornire costantemente al sito web della diocesi del materiale informativo riguardante iniziative, opinioni, documenti e contenuti del dialogo interreligioso.

7.
Nel contesto attuale, dove le questioni islamiche sono spesso al centro dell’attenzione (anche se in maniera distorta) così da richiedere risposte e interventi pubblici, è da prevedere quale tipo di rapporto vi possa essere tra l’Ufficio stampa della diocesi, le linee guida della diocesi, in materia di incontro con l’islâm e il Servizio stesso.


Servizio diocesano per le relazioni cristiano-islamiche
Commissione per l’ecumenismo e il dialogo
Casa Pio X
Via Vescovado 29
35141 Padova

Tel. 049 8771709
mercoledì e giovedì ore 9-12
info@padovaislam.it
islam@diweb.it

Padova, 8 ottobre 2001

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(1) Centro Ambrosiano di Documentazione per le Religioni (CADR) di Milano; Centro Federico Peirone per la relazioni cristiano-islamiche della diocesi di Torino; Pontificio Istituto di Studi Arabi e Islamistica (PISAI) di Roma; Centro di Studi per il Dialogo con l’Islam (CESDI) dei domenicani di Palermo; Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso di Roma; Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana; Comunità di S.Egidio.


(2) Relativamente alla città di Padova, potremmo ricordare, a modo di esempio, il Gruppo di Ricerca su Islam e Modernità (GRIM) del Dipartimento di Sociologia di Padova; il Tribunale Ecclesiastico per le questioni riguardanti i matrimoni; i consultori che cominciano ad approfondire la medicina etnica e le dinamiche della coppia interetnica; il Provveditorato per le questioni scolastiche e i servizi sociali del Comune.


(3) Si pensi a all’Ufficio missionario, alla Caritas, al Centro Toniolo per la pastorale sociale e del lavoro, alla Migrantes, alle comunità religiose che si interessano del settore, all’associazionismo che opera nei campi più diversi.





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